Intuito o intelligenza? Si dice che l’intuito sia la forma più alta di intelligenza. E Albert Einstein docet: “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servo fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”. Le persone intelligenti dunque sanno dare ascolto alle proprie intuizioni. Per Daniel Goleman, l’intelligenza è classificabile in razionale (Quoziente Intellettivo) ed emotiva (Quoziente Emotivo). L’empatia, la gentilezza, l’umiltà, l’ironia, ad esempio sono alcune delle caratteristiche presenti in coloro che hanno una buona dose di intelligenza emotiva, mentre il QI permette di capire le cose concrete in modo logico. Ma qual è quella che esercita una influenza maggiore nella nostra vita?

Intelligenza emotiva

Le emozioni regolano la nostra vita, in modo positivo e negativo. Imparare a capire e gestire il nostro sentire diventa fondamentale per non lasciarsi sopraffare dalle emozioni. L’intelligenza emotiva si rivolge proprio all’osservazione e all’analisi del meccanismo delle emozioni umane. È il conoscere se stessi e assumersi la responsabilità delle proprie azioni per evitare la cosiddetta “spazzatura emotiva”. Mentre il quoziente intellettivo non è modificabile, l’intelligenza emotiva può essere incrementata. Come svilupparla allora?

5 consigli per migliorare l’Intelligenza Emotiva

Le basi si pongono nell’infanzia, fondamentale è il ruolo dei genitori. Queste basi si affinano nell’adolescenza, una fase delicata in cui i giovani dovrebbero imparare ad elaborare ciò che vivono e sentono. Purtroppo, sempre più spesso ci troviamo impreparati e catapultati in un presente da giovani-adulti che non sanno dare un nome alle proprie emozioni.

Ecco 5 consigli per migliorarla.

  1. Etichettare le emozioni: quando sei sopraffatto dall’intensità delle tue emozioni, prova a dare un nome, a riconoscere a quale categoria appartengono per distinguerle dalle altre.
  2. Parlate: le emozioni non vanno solo vissute interiormente, soprattutto quelle negative vanno espresse, raccontate per ridurre il carico emotivo che pesa sul nostro cuore.
  3. Introspezione: nel caos emotivo, l’unica soluzione è stabilire la relazione causa-effetto. Vi sentite tristi? Cosa è accaduto? Quale atteggiamento avete messo in pratica? Segnate tutto su un diario emotivo.
  4. Convalidare l’emozione: ovvero accettare quello che state vivendo, accettare l’esistenza delle vostre emozioni perché il rifiuto amplificherà lo star male.
  5. Trovare una soluzione: ovviamente non basta riconoscere le proprie emozioni, ma bisogna anche intervenire per imparare a gestirle. Come? A volte basta staccare, cambiare aria, fare sport o una passeggiata, parlare con una amica, concentrarsi sull’amor proprio, ecc.

Consigli validi e giusti, ma il punto di partenza (mia considerazione personale) per sviluppare l’intelligenza emotiva è dato dal connubio tra il perdonare se stessi e l’umiltà. Il perdono non è un percorso agevole, spesso infatti ci rimproveriamo dei nostri errori e ci procuriamo un danno superiore a quello inflitto dall’altra persona. Si può perdonare se stessi solo se abbiamo l’umiltà di considerarci, non essere onnipotenti, ma creature e per questo meravigliose nella propria fragilità e nei propri limiti. Accettatevi. Amatevi con intelligenza… perché meritate questo e molto altro.

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