Perché scegliere Relazioni Internazionali
Relazioni internazionali è uno di quei corsi di laurea che, quando non lo conosci, può sembrare generico e un po’ vago. In realtà, chi ha fatto questo percorso sa bene che è esattamente il contrario, perché Relazioni Internazionali è un corso che ti insegna a leggere il mondo: le tensioni tra Stati, i meccanismi delle organizzazioni sovranazionali, le logiche economiche che muovono i mercati globali.
È un percorso completo e trasversale, che unisce diritto, storia, economia e scienze politiche in modo che, alla fine, riesci davvero a capire perché certi eventi accadono e come si potrebbe intervenire.
E se ti stai chiedendo cosa fare dopo Relazioni Internazionali, sappi che aziende multinazionali, ONG, istituzioni europee e pubblica amministrazione cercano persone capaci di muoversi in contesti internazionali complessi. La laurea in relazioni internazionali prepara esattamente a questo. Come tutti i corsi di laurea non è una garanzia automatica di lavoro, ma apre strade concrete, soprattutto se durante il percorso costruisci esperienze pratiche e parli almeno due lingue.
Cosa si studia nel corso di laurea
Il piano di studi può cambiare da ateneo ad ateneo, ma ci sono materie fondamentali che trovi praticamente ovunque, come diritto internazionale, storia delle relazioni internazionali, economia politica, sociologia, lingue straniere e geografia economico-politica.
Spesso questo corso viene confuso e associato a scienze politiche, ma a fare la differenza è proprio il taglio internazionale. Non studi solo le istituzioni italiane o europee in astratto: affronti casi concreti, conflitti, negoziati diplomatici, trattati commerciali. Il metodo è spesso quello dell’analisi di scenario, che impari ad applicare sia in chiave quantitativa che qualitativa.
Molti atenei, poi, prevedono periodi Erasmus, tirocini presso istituzioni internazionali o accordi con organizzazioni come il Parlamento europeo o le agenzie ONU. Queste esperienze non sono dettagli accessori: possono cambiare il peso del tuo curriculum in modo significativo. Quindi, quando cerchi dove studiare relazioni internazionali, guarda bene anche queste opportunità, non solo il nome dell’università.
Come valutare un’università per Relazioni Internazionali
Scegliere tra i vari atenei non è semplice, perché ogni università ha un profilo diverso. Alcune sono più orientate al diritto internazionale, altre all’economia, altre ancora alla geopolitica e alla sicurezza. Prima di iscriverti, vale la pena dedicare qualche ora a confrontare i piani di studio nel dettaglio, non solo i nomi dei corsi.
Innanzitutto guarda chi insegna. I docenti hanno esperienze in istituzioni internazionali? Pubblicano ricerche su riviste specializzate? Un professore che ha lavorato all’ONU o alla Commissione europea porta in aula un tipo di conoscenza che nessun manuale può offrire.
Considera anche la modalità didattica. Frequenza obbligatoria o lezioni registrate? Materiali sempre accessibili online? Per molti studenti, soprattutto chi lavora o abita lontano dalla sede, questo è il fattore che decide tutto il resto. Non ha senso iscriversi a un corso in presenza se poi non riesci a seguirlo.
Infine, il costo. Le rette tra università pubbliche, private e telematiche possono differire parecchio. Ma il costo va valutato anche in termini di tempo: quanto impieghi a laurearti? Riesci a studiare mantenendo altre attività? Quanto spendi per spostamenti e affitto? Questi calcoli contano quanto la retta annua.
Università pubbliche, private e telematiche a confronto
In Italia hai tre strade principali per studiare relazioni internazionali.
Le università pubbliche, come La Sapienza, Bologna, Torino, Padova, offrono corsi solidi e consolidati. Le rette sono spesso più accessibili, soprattutto se hai un ISEE basso. Tuttavia, la frequenza è quasi sempre obbligatoria e queste università si trovano nelle grandi città.
Le università private come LUISS o Cattolica hanno una forte reputazione, ottimi rapporti con il mondo del lavoro e ambienti molto stimolanti. Le rette, però, sono decisamente più alte. Se punti a certi settori, come diplomazia, finanza internazionale o grandi multinazionali, l’investimento può valerne la pena.
Le università telematiche sono invece la scelta ideale se hai bisogno di flessibilità. Unicusano, tra i migliori atenei per relazioni internazionali con didattica online, offre sia la triennale in Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36) che due lauree magistrali: una con curriculum in Cooperazione e sicurezza internazionale, l’altra in Studi europei. I titoli sono riconosciuti dal MIUR e hanno lo stesso valore legale di quelli in presenza. Non è una scelta di seconda categoria: è semplicemente un modo di studiare diverso, pensato per chi deve conciliare studio, lavoro e vita.
Sbocchi lavorativi della laurea
Parlando di facoltà relazioni internazionali sbocchi, il ventaglio è più ampio di quanto tu possa pensare. Con questo titolo puoi lavorare presso organizzazioni internazionali come ONU, NATO o Commissione europea, ma anche in ministeri, uffici esteri di aziende private, studi legali con focus internazionale, ONG, redazioni giornalistiche specializzate in esteri, o enti di ricerca e think tank.
Alcune di queste istituzioni offrono tirocini retribuiti di sei mesi o più, aperti a neolaureati. Sono spesso il canale d’ingresso più realistico, soprattutto per le organizzazioni internazionali dove i concorsi diretti sono molto competitivi.
Una cosa è sicura: la conoscenza delle lingue non è un optional. L’inglese fluente è il punto di partenza. Aggiungere il francese apre le porte alle istituzioni europee e all’Africa francofona. L’arabo, il russo o il cinese allargano ulteriormente le possibilità, soprattutto in certi contesti geopolitici.
Magistrale e specializzazioni successive
Dopo la triennale, molti studenti continuano con la magistrale in relazioni internazionali (LM-52). Non è obbligatorio, ma in certi settori, come la ricerca, la diplomazia o le organizzazioni internazionali, il titolo magistrale fa la differenza anche solo per accedere alle selezioni.
Gli indirizzi più comuni sono cooperazione internazionale, studi europei, sicurezza e geopolitica, diritto internazionale. Alcuni atenei offrono corsi magistrali interamente in inglese, pensati per chi vuole poi lavorare all’estero o in contesti multiculturali. In base alle tue aspirazioni professionali, vale la pena esplorare anche qui, senza fermarsi necessariamente all’università in cui hai fatto la triennale.
Università online per Relazioni Internazionali
Chi valuta le relazioni internazionali università online spesso parte da un dubbio legittimo: è davvero equivalente al corso in presenza?
La risposta onesta è: dipende da come studi. La piattaforma di Unicusano, ad esempio, è attiva 24 ore su 24 e offre materiali didattici, lezioni videoregistrate, interazione con docenti e tutor. C’è anche un servizio di career service che supporta nella ricerca del lavoro, dalla stesura del CV ai career day con le aziende.
Quindi, se hai bisogno dell’ambiente fisico dell’aula per concentrarti, l’online potrebbe non fare per te. Ma se sei organizzato e motivato, studiare in questo modo ti permette di costruire un percorso serio senza rinunciare al resto della tua vita. Ed è per questo che sempre più persone, anche dopo anni di lavoro, scelgono questa strada per completare o aggiornare la propria formazione.
FAQ
Qual è la migliore università per relazioni internazionali in Italia?
Non esiste una risposta valida per tutti. LUISS e Bocconi sono rinomate per chi punta al network e al settore privato. Per chi ha bisogno di flessibilità, Unicusano è una delle opzioni più complete in formato online.
Relazioni internazionali è un corso difficile?
È impegnativo, ma non ha le barriere tecniche di ingegneria o medicina. Richiede curiosità, capacità di analisi e buone basi linguistiche. Se ti interessa davvero la materia, il percorso è stimolante.
Posso studiare lavorando?
Con un’università online sì, senza grandi problemi. I corsi telematici sono strutturati proprio per chi non può seguire orari fissi.
Quali lingue servono?
Sapere l’inglese in modo fluente è fondamentale. Una seconda lingua, come francese, spagnolo, arabo, russo o cinese, apre molte più porte, sia in Italia che all’estero.
La laurea online è valida?
Sì, se l’ateneo è riconosciuto dal MIUR. I titoli hanno pieno valore legale, esattamente come quelli rilasciati dalle università tradizionali.
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