Il piano di studio è l’elenco degli esami che dovrai sostenere durante il tuo percorso universitario. O meglio, si tratta di un documento da compilare che contiene gli esami obbligatori previsti dalla tua facoltà, gli esami a scelta e gli eventuali laboratori e tirocini.

I piani di studio sono personali. Cosa significa? Ogni studente è tenuto a presentare il proprio con cadenza annuale.

Ma non ti preoccupare. Se ti senti in difficoltà nella compilazione, puoi rivolgerti ai tutor. Gli atenei mettono a disposizione i tutor anche per questo tipo di incombenza. Potrai così contare su un sostegno per capire come preparare il tuo piano di studi.

Nel frattempo, continua la lettura della guida qui sotto. Ti spiegheremo nel dettaglio cosa sono i piani di studi e come vanno compilati.

Cos’è il piano di studi universitario?

Il piano di studi riepiloga tutti gli esami e le attività formative che devono essere sostenute in un anno accademico. Funziona cioè come una sorta di “tabella di marcia”. Prima di iniziare i corsi compili il piano e sai esattamente cosa dovrai fare in quell’anno accademico e quanti CFU dovrai ottenere.

I piani di studio, infatti, devono contenere attività per un totale di 60 CFU. Se sei iscritto alla triennale, dunque, compilerai tre piani di studio per un totale di 180 CFU. Mentre se sei iscritto alla magistrale, presenterai due piani di studio per un totale di 120 CFU. Infine, se sei uno studente di un corso a ciclo unico presenterai 5 piani di studio per un totale di 300 CFU o 6 piani di studio per un totale di 360 CFU.

Fai attenzione a scadenze e modalità di presentazione del piano. La compilazione è un passaggio obbligatorio per tutti gli studenti. Ogni ateneo, ha le sue regole e le sue scadenze. Informati per tempo e rispetta tutte le indicazioni. Se non presenti il piano di studi entro i termini, rischi di non poter sostenere gli esami.

Esami obbligatori, esami a scelta e crediti liberi

Come abbiamo visto, il piano di studi può prevedere sia esami fissi che attività formative opzionali ed esami a scelta. Per attività formative si intendono eventuali laboratori, tirocini e seminari.

Ma dove trovi tutti gli esami previsti per il tuo corso? Basta consultare il Manifesto degli studenti dell’università, una sorta di guida messa a disposizione dall’Ateneo per gli studenti.

Nel Manifesto troverai anche gli esami a scelta. Di solito, sono concentrati nel terzo anno della triennale e nel secondo anno della magistrale. É difficile cioè dover inserire degli esami a scelta nel piano di studio del primo anno di una triennale. Ma come individuare gli esami a scelta migliori per te?

Piani di studi: come scegliere gli esami a scelta

Come funzionano gli esami a scelta? Generalmente, hai a disposizione una rosa di esami tra cui scegliere.

Facciamo un esempio. Se ti iscrivi alla triennale di Ingegneria Civile di Unicusano con indirizzo edilizia, avrai due esami a scelta da sostenere nel corso del terzo e ultimo anno. L’Università Niccolò Cusano ti propone ben 17 materie tra cui scegliere, tra cui Energia & Ambiente, Economia Aziendale, Complementi di geometria, Impianti termotecnici in edilizia e così via. Nel compilare il tuo piano di studio, quindi, inserirai due materie scegliendole tra le 17 proposte dall’ateneo.

In altri casi, hai la possibilità di spaziare persino tra le materie di altre facoltà. Cosa significa? Puoi sostenere un esame che non appartiene al tuo corso, ma che deve essere comunque attinente al percorso di studi. Facciamo un esempio. Se frequenti la facoltà di economia, per esempio, non puoi selezionare come esame a scelta Complementi di geometria. Ricorda che il tuo piano di studio deve essere approvato dall’ateneo. Se le materie non sono coerenti e attinenti, l’approvazione è difficile da ottenere.

Ma come individuare gli esami a scelta giusti? Dipende dall’approccio. Se il tuo intento è semplificarti la vita, inserisci materie che studi con facilità e per le quali nutri una certa propensione. Non inserire cioè esami con materie che non conosci quasi per niente. In questo caso, infatti, è più difficile per te valutarne il grado di complessità. In altre parole, rischi di incappare in un esame che si trasforma in uno scoglio difficile da sormontare.

Se il tuo intento è approfondire un dato ambito didattico, individua le materie a scelta pensando alla tua professione futura. Studi economia, ma hai scoperto che ti piacerebbe occuparti di marketing? Allora, inserisci nel piano un esame che ti consente di approfondire proprio questa materia.

Come funziona l’approvazione del piano di studio

Una volta compilato, il piano di studi deve essere approvato. Se comprende tutti gli insegnamenti previsti dal proprio corso, verrà approvato in automatico. Se include anche moduli di altre facoltà, allora l’ateneo potrà approvare o respingere la proposta dello studente, a seconda che essa venga (o non venga) ritenuta congruente con il percorso formativo.

Il piano, però, non è granitico. Puoi persino apportare delle modifiche, ma dovrai chiedere l’iter da seguire alla segreteria o ai tutor, in modo da non commettere errori.

C’è poi da considerare un ultimo aspetto, molto importante. Al di fuori dell’università, hai acquisito certificazioni informatiche, linguistiche, di volontariato o attestati rilasciati da altri corsi formativi attinenti al tuo corso di laurea? Allora, puoi presentare gli attestati presso la segreteria del tuo ateneo per fare richiesta di riconoscimento di eventuali CFU, riconducibili all’ambito delle attività formative.

Quando e come presentare il piano di studi

Può presentare il Piano di studi solo chi è regolarmente iscritto ed è in regola con il pagamento delle tasse universitarie. Solitamente, i piani di studio vanno presentati entro il mese di novembre.

Alcune facoltà, però, ammettono delle deroghe. Informati con attenzione sul regolamento previsto dal tuo ateneo.

Fino a qualche anno fa, il piano di studi era esclusivamente cartaceo. Lo studente doveva compilare il modulo manualmente, farlo visionare e approvare dal proprio tutor e consegnarlo in segreteria didattica. Quest’ultima poi protocollava l’avvenuta ricezione. Ormai, oggi, la compilazione del piano di studi avviene prevalentemente online, tramite i portali messi a disposizione dalle facoltà.

Per compilare un piano di studio on line, è necessario collegarsi tramite il browser alla piattaforma telematica dell’ateneo e inserire le proprie credenziali, ovvero numero di matricola e Pin individuale. Il Pin è lo stesso di quello che viene utilizzato per accedere alla maggior parte dei servizi offerti agli studenti.

Piani di studio: esami sovrannumerari

Sapevi che all’università è possibile dare esami aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal tuo corso? Si chiamano esami sovrannumerari. Sono letteralmente esami in più, i cui CFU non contribuiscono all’acquisizione del titolo, ma ti fanno superare i 180 CFU nel caso della triennale e i 120 CFU nel caso della magistrale.

Potresti cioè decidere di sostenere degli esami in più per approfondire una determinata materia che ti interessa. Si tratta, ovviamente, di una decisione da prendere con cautela. Il tuo obiettivo è sempre e comunque ottenere il titolo finale. Se gli esami sovrannumerari impongono un carico di studi eccessivo, ti conviene soprassedere e decidere di approfondire seguendo un master universitario post-laurea.

Le singole università stabiliscono quanti esami sovrannumerari possono essere inseriti nei piani di studi. In alcuni casi, tra l’altro, i voti ottenuti contribuiscono alla media ponderata. Quest’ultima disposizione, però, dipende dagli atenei. Se sei interessato cioè a sostenere esami extra, approfondisci anche l’aspetto dei voti.

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